ETERODIREZIONE: UNA VITA NON COMPLETAMENTE NOSTRA

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La società postmoderna è ciò che Bauman definisce una società liquida, ovvero una società caratterizzata da incertezza e labilità.

Le ideologie sono sparite lasciando il posto a una politica banderuola; le identità sono fumose, ogni giorno indossiamo quella che più si confà alla situazione del momento; i rapporti umani sono, nella maggior parte dei casi, superficiali e di convenienza.

Neanche quelli apparentemente più stretti sembrano salvarsi da questo destino: siamo sempre pronti a cambiare amico, a cambiare partner e ad abbandonare la famiglia se questi si rivelano non all’altezza delle nostre aspettative. 

Così l’individuo – confuso – si ritrova in balia delle forze opprimenti della società. L’individuo non sembra più in grado di porsi quale artefice del proprio destino.

E’ schiavo dei dettami di una società consumistica che gli impone modelli prestabiliti per orientare il proprio divenire e, conseguentemente, costruire la propria identità.

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E’ in questo scenario che prende forma l’dea dell’individuo eterodiretto.

Secondo la definizione del vocabolario Treccani, l’eterodirezione è:

“un tipo di controllo sociale proprio della civiltà di massa, per cui l’individuo è variamente sollecitato e persuaso a determinanti comportamenti da coloro che vivono vicino a lui o da coloro che i mezzi di comunicazione di massa presentano come tipi esemplari”.

Viene a crearsi, quindi, una sorta di indottrinamento sociale ai danni dell’individuo che dà origine a ciò che Riesman chiama ansia eterodiretta. Ovvero, quella spasmodica necessità di omologazione e approvazione altrui.

Tutto ciò che pensiamo, facciamo, amiamo, è veicolato dalle figure di riferimento (genitori e insegnanti in primis), dal gruppo dei pari (gli amici, i compagni di scuola, i colleghi di lavoro, ecc) e soprattutto dai mass media.

E allora bisognerebbe chiedersi:

“Quel paio di scarpe che ho comprato l’altro giorno mi serviva davvero?

Quella serie tv sulla bocca di tutti mi interessa davvero o la sto guardando per non sentirmi escluso?

La carriera che ho scelto è davvero ciò che amo fare o è stata una scelta dettata da influenze esterne?”

Vedete, l’eterodirezione e l’influenza sociale pervadono costantemente la nostra intera esistenza: gusti, moda, consumo, formazione, lavoro, relazioni sociali, traiettorie di vita, tutto.

Ed è quando ci rendiamo conto di essere incastrati in una vita che non sentiamo completamente nostra che iniziamo ad avvertire disagio, insofferenza, frustrazione.

Ma non dobbiamo preoccuparci: non significa che siamo “tristi, malati, depressi“, anzi, è solo il bellissimo inizio di una lunga “guarigione” fatta di consapevolezze e autentiche volontà.

Citando il filosofo indiano Jiddu Krishnamurti:

“Non è segno di salute mentale essere ben adattati ad una società profondamente malata”.

Articolo scritto da: Jenny Priori Sociologa e Consulente Sociale

Se hai voglia di approfondire il tema dell’eterodirezione ti consiglio di leggere questo libro.

Se stai cercando degli spunti per iniziare il tuo percorso di cambiamento e di crescita personale, ti consiglio di leggere ETICHETTE SOCIALI:definiscono davvero chi siamo? Un articolo molto interessante che parla di temi come le classificazioni imposte dalla società, dei pregiudizi e degli stereotipi. E la lista dei 10 LIBRI DI CRESCITA PERSONALE ESSENZIALI in cui elenco alcuni dei testi più importanti che mi hanno cambiato la vita. 

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